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<L’ondata di afa non sembra dare tregua. Una situazione, quella del caldo torrido, che non si deve più considerare un fenomeno eccezionale e limitato a qualche giorno, ma un problema con cui dovremo fare i conti sempre di più nei prossimi anni. Tra le priorità c’è quella di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori impegnati nei settori più esposti, come l’edilizia>. Lo dichiara Enzo Pelle, segretario generale Filca-Cisl.

<Le temperature elevate – spiega Pelle – aumentano i rischi di infortuni anche gravi. In questi periodi sarebbe opportuno contrattare una riduzione dell’orario di lavoro, da recuperare nei periodi più freschi. E non dimentichiamo che una circolare dell’Inps prevede il ricorso alla cassa integrazione quando la temperatura supera i 35 gradi, anche solo percepiti, e non c’è la possibilità di operare in luoghi protetti dal sole. La normativa – osserva il segretario della Filca – per troppi anni si è occupata più degli eventi meteo invernali. Direi che è arrivato il momento di occuparci degli eventi meteo estivi, con un intervento organico sul tema a partire dai 35 gradi all’ombra, che vanno rivisti al ribasso per i lavori edili, specialmente per quelli in quota.

Inoltre – prosegue – chiediamo un sistema più capillare per la rilevazione delle temperature. Il caldo, come noto, aumenta i rischi. E questo vale ancora di più per gli over 60, che nei cantieri italiani rappresentano ben l’8% degli addetti (circa 60 mila sui 746mila totali, come riportato dalla Cnce, la Commissione delle Casse edili). Su questo tema nessuno deve avere remore, serve qualche strumento in più per evitare discordanze tra temperature sui cantieri e quelle ufficiali. È compito di tutti adoperarsi per evitare di mettere a rischio la sicurezza dei lavoratori, anche perché ci sono strumenti a disposizione delle aziende, proprio come la Cigo, che consentono di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori senza alcun danno per le imprese stesse.

Snellire ulteriormente l’iter per chiedere questa misura non potrà che facilitare il compito e aumentare ancora di più le tutele per i lavoratori. L’edilizia deve stare al passo con i cambiamenti climatici in atto, per il benessere, la salute, la sicurezza dei lavoratori e per la qualità del costruito>, conclude Pelle.