Lunedì, 23 Aprile, 2012

Continua la mobilitazione dei dipendenti di Poste spa di Pisa, preoccupati per il piano di ristrutturazione presentato nei giorni scorsi dall'azienda. Il piano, rigettato dai sindacati, prevede la riduzione di cinquanta portalettere in servizio in Provincia di Pisa e di 130 dipendenti degli attuali 245 in servizio nel centro di smistamento ad Ospedaletto.

Oggi i sindacati Slp Cisl, Slc Cgil, Uil poste e Failp  hanno organizzato un presidio di fronte alla Domus Mazziniana, consegnando un documento al presidente della Camera Gianfranco Fini. Al presidio si sono uniti il presidente dell'amministrazione provinciale Andrea Pieroni e il Consigliere Regionale Pierpaolo Tognocchi. Vi si è avvicinato anche il primo cittadino di Pisa Marco Filippeschi.

«In meno di sei anni – ricorda Patrizia Scacciati, segretaria provinciale di Slp Cisl  – abbiamo subito ben tre ristrutturazioni. Di quest'ultima non capiamo proprio i motivi. Ci balena una sola ipotesi: che l'azienda voglia gradualmente (e nemmeno tanto) abbandonare i servizi postali per dedicarsi ad attività più redditizie come i servizi finanziari».

Il recapito della corrispondenza – spiegano i sindacalisti delle quattro sigle – è ormai polverizzato in una serie di piccole imprese in sub-appalto «che basano la loro sussistenza sul "valore aggiunto" del lavoro nero».

 E tutto questo mentre l'azienda non va male. Poste Italiane – ricorda ancora Patrizia Scacciati – ha chiuso il 2011 con un utile di 840 milioni. «Possibile che una società di proprietà pubblica non debba prestare attenzione anche ai risvolti sociali della propria attività?».

 Il Presidente della Camera ha ascoltato i sindacalisti ed ha promesso di parlare della vicenda con Massimo Sarmi, amministratore delegato di Poste spa.

 

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