Giovedì, 3 Ottobre, 2019

COSTANZA BRACCINI: <TRE AZIONI CONCRETE PER COMBATTERLO>

Almeno 1 milione e 173mila donne (il 7,5% del totale) nel corso della loro vita, hanno subito ricatti sessuali per essere assunte, per mantenere il posto di lavoro o per ottenere progressioni nella carriera: è quanto emerge dalla significativa memoria affidata da Liliana Ocmin, responsabile nazionale del coordinamento donne Cisl, alla commissione di inchiesta sui femminicidi istituita in Senato. Si tratta soprattutto di impiegate e professioniste qualificate nelle attività commerciali e nei servizi, ma nessun settore è escluso. Nell'11,3% dei casi le donne hanno subito più ricatti dalla stessa persona e il 32,4% dei ricatti viene ripetuto quotidianamente o, comunque, più volte alla settimana. La grande maggioranza delle vittime (69,6%) ritiene molto o abbastanza grave il ricatto subito. Ma nell'80,9% dei casi le vittime non ne hanno parlato con alcuno sul posto di lavoro. SOlo il 15,8% di coloro che subiscono ricatti nel corso della loro vita ha raccontato la sua esperienza e ne ha parlato soprattutto con i colleghi (8,2%), molto meno con il datore di lavoro (4,1%), con i dirigenti o l'amministrazione del posto di lavoro (3,3%) o con i sindacati (1%). Quasi nessuna, inoltre, ha denunciato il fatto alle Forze dell'Ordine.

Delle vittime dei ricatti sessuali, il 33,8% ha cambiato volontariamente lavoro o ha rinunciato alla carriera, il 10,9% è stata licenziata o non è stata assunta.

<Dati che descrivono un fenomeno reale ma sommerso e ambienti di lavoro che negano o minimizzano certi comportamenti: chi subisce molestie e ricatti si sente sola e non è conosciuta o non utilizza la rete di supporto disponibile> commenta la referente del coordinamento donne della Cisl Costanza Braccini (nella foto).

<Non ci sono zone franche in cui la donna può ritenere, in assoluto, di esser sicura: le molestie e le violenze nei luoghi di lavoro possono avvenire in qualsiasi posto di lavoro, in tutti i settori e indipendentemente dalla dimensione dell’impresa.Con l'accordo quadro europeo sulle molestie e sulle violenze nei luoghi di lavoro, datori di lavoro e sindacati hanno sancito come inaccettabile ed intollerabile, oltre alla violenza fisica, anche un clima aziendale nel quale la dignità della persona sia lesa in qualsiasi forma>.

Cosa possono fare istituzioni pubbliche, imprese, sindacati per combattere questo fenomeno? <Servono azioni concrete: investire in formazione per fornire strumenti di prevenzione e gestione del fenomeno; farci concretamente vicini alle vittime, attraverso punti di ascolto e orientamento nella rete dei servizi specifici presenti sul territorio per le vittime, Soprattutto promuovere campagne informative>.

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