Domenica, 28 Marzo, 2021

Quale futuro per gli scali aeroportuali di Peretola (a Firenze) e Galilei (a Pisa)? Lo stop alla libera circolazione – adottato per cercare di contenere la diffusione della pandemia – ha inciso pesantemente sul traffico aereo, ridotto essenzialmente al trasporto merci e a un esiguo numero di voli di linea per passeggeri. Ma i sindacati sono preoccupati anche per il destino della società di servizi, per la quale l’amministratore delegato di Toscana Aereoporti Roberto Naldi avrebbe ricevuto una offerta, su cui si riserverebbe di decidere entro qualche tempo. Di tutto questo ed anche di altro ha parlato la giornalista Simona Giuntini nell'ultima puntata di Generazioni Cisl, nell’ultima puntata prima della pausa pasquale, con Stefano Boni, segretario regionale di Fit/Cisl.

<Toscana aeroporto handling - ha ricostruito Stefano Boni fornisce assistenza a terra ai cittadini: informazioni ai passeggeri, gestione dei bagagli, assistenza per i bagagli smarriti, emissione dei biglietti, gestione del piazzale e pulizia degli aerei. Servizi in cui sono impegnate 200 dipendenti diretti a Firenze e 250 a Pisa (per il 55% dei casi uomini e per il 45% donne) ed altri 150/200 addetti che appartengono a ditte esterne.

Sapete da chi è arrivata l’offerta? 

<L’amministratore delegato, su questo tema, non ha voluto rivelarci niente. Da alcune indiscrezioni, sembra che ci sia una cordata di imprenditori che vuole cimentarsi su queste attività. Questo ci preoccupa, perché potrebbero non avere esperienza e trovarsi presto in difficoltà>.

Perché temete questo possibile passaggio di consegne?

<Sarebbe un passaggio al buio che avverrebbe nel pieno della pandemia - con i lavoratori in cassa integrazione da un anno con un reddito medio basso e senza prospettive per il futuro. Al buio perché non si conosce l'acquirente, né la sua disponibilità economica, né quanto intende investirci, né se ha un piano industriale. Insomma se fino ad oggi lo scenario era preoccupante, d'ora in poi è ancora più buio>.

Un anno di pandemia ha ridotto drasticamente il traffico aereo. Avete dei dati sotto mano?

<Nel 2020 i passeggeri transitati dagli scali di Firenze e Pisa complessivamente sono stati poco meno di 2 milioni con un calo di circa 76% rispetto al 2019. Nello specifico, dallo scalo fiorentino partono soprattutto voli per Parigi ed Amsterdam (83%), meno per Roma e Catania (17%). Complessivamente nel 2020 da Peretola sono partiti 700 mila passeggeri, il 77% in meno che nel 2019. Dallo scalo pisano invece la maggior parte dei passeggeri vola verso Londra e Tirana (circa il 58%) mentre il restante 42% verso Palermo e Catania. Nel 2020 al Galilei abbiamo avuto 1 milione e 300mila passeggeri, con una riduzione del 75,5% rispetto al 2019. Un risultato invece quasi stabile è stato quello del trasporto delle merci con circa 13 mila tonnellate che di fatto rimane sui livelli del 2019>.

La gran parte dei dipendenti dei due scali aeroportuali adesso si trova in cassa integrazione, svolgendo un servizio limitato nel tempo. Gli ammortizzatori sociali, fino a quando saranno garantiti?

<Proprio nei giorni scorsi abbiamo stipulato un accordo per la proroga della cassa Covid fino alla metà di  giugno per 12 settimane. Dopodiché si potrà ricorrere ad ulteriori 28 settimane di cassa covid approvate  nel decreto sostegno del  23 marzo 2021>. 

Nel frattempo, però - in base a quanto previsto nel Decreto Legge numero 23 del 2020, nell'ambito del programma <Garanzia Italia>, Sace ha concesso a Toscana Aeroporti un importo pari a 85 milioni di euro in sei anni. Mentre e nelle scorse settimane la Commissione Europea ha approvato, in base alla normativa Ue sugli aiuti di Stato, una misura di aiuto da 10 milioni di euro concessi dalla Regione Toscana per risarcire l'operatore degli aeroporti di Pisa e Firenze delle perdite del periodo tra il 10 marzo e il 15 giugno 2020...

<Queste cifre di cui parla sono vere: anche il nostro sindacato, del resto, ha spinto perché ci fossero dei ristori per il sistema aeroportuale> ha commentato Stefano Boni. <Sia chiaro: non possiamo accettare che, mentre si ricevono contributi dei cittadini toscani, nel contempo si intende venere la parte più debole dei servizi, scaricando tutto sul pubblico>. 

L'amara considerazione: <Non si capisce quale sia la strategia di Toscana Aeroporti: se, da una parte, medita di vendere la società dell’Handling, dall’altra compra una società che si chiama “Cemes costruzioni” per circa 4,5 milioni da pagare in 4 anni tracciando una linea diversa. Viene da pensare che voglia uscire dal business specifico del trasporto aereo dedicandosi specificatamente alla gestione e costruzione di nuovi aeroporti>.

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