Giovedì, 8 Settembre, 2011

La prima campanella suonerà nelle scuole di tutta la Toscana mercoledì 14 settembre. In aumento il numero degli studenti, nelle scuole di ogni ordine e grado. Quanti insegnanti saranno pronti ad accoglierli?

Ecco alcune novità.

Scuola, stabilizzati 179 docenti

Con l’assunzione di 179 docenti, 197 collaboratori scolastici, 17 amministrativi e 15 tecnici della provincia di Pisa, fino ad oggi precari, tutti i posti al 31 agosto vacanti nella scuola sono stati coperti.

 Gli ultimi assunti – ricorda Maria Giuseppa Canuso, segretario generale provinciale di Cisl scuola – sono gli insegnanti, amministrativi, tecnici e bidelli che avevano prestato servizio nelle scuole della provincia con contratti annuali per uno o più anni («persino dodici» ricorda la sindacalista). Tutti inseriti nella graduatoria provinciale ad esaurimento stilata dall’ufficio scolastico provinciale.

Nel dettaglio, sono entrati stabilmente in servizio: 42 insegnanti alla scuola dell’infanzia, 11 alla primaria, 46 alla scuola secondaria di primo grado, 30 alla secondaria di secondo grado. 50 i docenti del sostegno assunti.

Tra il personale non docente 197 collaboratori scolastici, 17 amministrativi e 15 tecnici.

I casi non ancora risolti

Devono ancora risolvere la loro situazione una decina di amministrativi che, nel frattempo, avevano sostenuto un concorso. E poi: dodici docenti che la commissione medico-legale ha giudicato inidonei all’insegnamento riscontrandovi alcune patologie. Commenta Giuseppina Canuso: «questi docenti sono stati o saranno assegnati ad altri servizi: ad esempio lavoreranno in amministrazione o nelle biblioteche; stiamo facendo pressioni perché mantengano il contratto da insegnante con il quale erano stati assunti e non vengano declassati ad Ata, perdendo così, in busta paga dalle 100 alle 500 euro al mese».

Infine: una decina di insegnanti provenienti dal sud, in particolare da Sicilia, Puglia e Calabria.

Iscritte alla graduatoria ad esaurimento stilata dall’ufficio scolastico provinciale di Pisa, hanno un punteggio alto perché nelle loro regioni di origine avevano prestato servizio a lungo. Secondo il regolamento emanato a suo tempo dal Ministero, erano andate, inizialmente, in coda alla graduatoria, precedute dalle colleghe ‘locali’. Contro quel regolamento si è espresso il Tar del Lazio. Contro le ordinanze del Tar, a sua volta, ha fatto ricorso lo Stato. In attesa della definizione del contenzioso, l’Ufficio scolastico provinciale ha «accantonato» i posti «della discordia» assegnandoli, per adesso e con contratto a tempo determinato a docenti locali. Pronto ad assumere i docenti «forestieri» qualora anche in ultimo grado di giudizio fossero riconosciute le loro ragioni.

Il caso dei vicepresidi

Da quest’anno molti dei vicepresidi non potranno più godere dell’esonero totale (o anche solo parziale) dall’insegnamento. «I criteri di assegnazione dell’esonero erano stati stabiliti nella legge finanziaria del 2004 – ricorda Maria Giuseppa Canuso. E prevedevano un esonero totale dall’insegnamento per i vicari dei circoli didattici con almeno 80 classi di scuola primaria; un esonero totale per i vicari di scuole secondarie e di istituti comprensivi con almeno 55 classi ed uno parziale per secondarie ed istituti comprensivi con almeno 35 classi. Ma anche la possibilità per i vicepresidi di scuole più piccole (con almeno 64 classi di scuola primaria o con almeno 44 classi di secondaria di primo o secondo grado) di chiedere l’esonero nel caso in cui il circolo o l’istituto comprensivo promuovesse corsi di doposcuola, scuola popolare, per lavoratori, serali, sperimentazioni autorizzate dal Ministero, o avessero plessi, succursali o sezioni distaccate. Una ‘deroga’ eliminata dalla recente Finanziaria». Con quale effetto? «Certamente ne risentirà la funzionalità della scuola: in questi anni i vicepresidi si sono rivelati ottimi collaboratori dei dirigenti scolastici, supplendoli in molte mansioni. Ma c’è di più: i vicari che avevano l’esonero totale venivano sostituiti da colleghi con contratti annuali. Si sono persi, dunque, diversi posti di lavoro».

Pochi bidelli

Nonostante molti siano stati recentemente stabilizzati, il numero dei bidelli nelle scuole negli ultimi tre anni si è ridotto drasticamente. «Con il blocco del tourn-over diversi plessi ne hanno ormai uno solo. E se si ammala?» si chiede preoccupata Giuseppina Canuso, pensando soprattutto a quelle zone disagiate difficilmente raggiungibili da sostituti.

I ragazzi del sostegno

Sono centinaia i ragazzi per i quali è stato chiesto il sostegno affidati a insegnanti specializzati.

Queste figure sono previste da una legge del 1977. Il loro compito: favorire l’integrazione di alunni portatori di handicap attraverso interventi individualizzati.

L’insegnante di sostegno viene nominato dal Dirigente scolastico provinciale su segnalazione delle scuole che prevedono la presenza nel circolo di alunni portatori di handicap certificati.

Ogni anno, con le nuove pre-iscrizioni, ogni istituzione scolastica determina il numero dei soggetti portatori di handicap iscritti, valuta la gravità e i bisogni di ogni singolo caso e chiede alla Direzione scolastica provinciale l’assegnazione di un numero adeguato di insegnanti di sostegno.

Quest’anno, per far fronte a tutte le esigenze, laddove gli insegnanti di sostegno specializzati non erano sufficienti, in seconda battuta gli istituti hanno attinto dalle graduatorie di prima fascia per docenti comuni e da quelli per docenti della seconda fascia di istituto.

Ma c’è di più commenta Giuseppina Canuso: la normativa prevede che, laddove ci sia un disabile “certificato” la classe non possa ospitare, in media, più di venti ragazzi. Purtroppo la Direzione scolastica provinciale - a sua volta alle prese con i tagli di organico - ha “assemblato” molte classi non tenendo conto di questo aspetto.

Se tutti i genitori interessati facessero ricorso al Tar, la situazione potrebbe essere risolta a colpi di sentenze».

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