Venerdì, 26 Febbraio, 2021

È di 905 euro l'assegno - medio percepito dall'Inps dai pensionati residenti in provincia di Pisa. Lo ha ricordato Tommaso Petacchi (Inas Pisa) in occasione dell'ultima puntata di Generazioni Cisl  andato in onda su 50 Canale. Una curiosità: <l'importo degli assegni non è omogeneo in tutto il territorio. Ad esempio: i pensionati dell'Alta val di Cecina, in media, percepiscono una pensione di un importo maggiore del 46% rispetto ai pensionati residenti nell'Alta Valdera>. Ovviamente, nessuna discriminazione di tipo geografico: gli importi sono calcolati su regole omogenee. E proprio di <regole> si è parlato in occasione della trasmissione. A cominciare dal sistema retributivo che <non è ancora andato in ... pensione in maniera definitiva, in quanto coloro che hanno versamenti contributivi precedenti al 1996 - ha commentato Tommaso Petacchi - hanno ancora la possibilità di vedersi liquidata la pensione con il sistema retributivo o con il sistema misto (che prevede una quota di pensione liquidata con il retributivo ed una quota liquidata con il contributivo, ndr). In ogni caso dal 2012 in poi, con la riforma Fornero, la contribuzione è versata interamente con il sistema contributivo>.

Avete fatto studi su quanto ha inciso, in media, sulla pensione il passaggio da sistema retributivo a contributivo sancito definitivamente dalla riforma Fornero?

<In media, una pensione liquidata con il sistema contributivo, ha un importo maggiore del 28% rispetto ad una pensione liquidata con il sistema misto. Una forbice che si allarga al 40% se prendiamo in esame una pensione liquidata con il sistema retributivo ed una liquidata seguendo interamente il sistema contributivo>. 

A che età si va oggi in pensione?

<La pensione di vecchiaia, con le norme vigenti, si percepisce a 67 anni di età. E con almeno venti anni di contribuzione. Una 'regola' che vale per uomini e donne. La pensione anticipata (che ha sostituito la pensione di anzianità), invece si percepisce con 42 anni e 10 mesi di contribuzione (se si è uomini) o  41 e 10 mesi (se si è donne). Per le pensioni anticipate esiste la finestra mobile, un arco di tempo di tre mesi che va  dalla maturazione del requisito al primo percepimento della pensione>.

Cos’è opzione donna?

<È la possibilità, per una donna, di accedere alla pensione con 58 o 59 anni di età e con 35 anni di contribuzione, ma la pensione verrà calcolata tutta con il metodo contributivo>.

Al requisito anagrafico per andare in pensione si aggiunge il requisito contributo di venti anni: per raggiungerlo sono validi i contributi lavorativi, ma anche quelli versati per determinate circostanze. Vogliamo ricordare quali?

<Sono conteggiati i periodi di riscatto di laurea,  la maternità, il servizio militare, i periodi di cassa integrazione e mobilità, infine periodi di versamenti volontari. Questi periodi sono quelli coperti da contribuzione versata direttamente dall’ interessato, mediante il pagamento all’ Inps  di bollettini trimestrali>.

Per ridurre l’impatto della legge Fornero il legislatore ha introdotto, nel tempo, alcune riforme. La prima: l’Ape. Vogliamo ricordare di cosa si tratta?

<È una misura di accompagnamento alla pensione. Infatti, per coloro che hanno almeno 35 anni di contribuzione e 63 anni di età ,non  hanno altri tipi di trattamento diretto di pensione e rientrano in determinate categorie (per esempio disabili, persone che usufruiscono della L.104 per familiari invalidi, disoccupati etc…) è possibile accedere alla cosiddetta Ape sociale. Questa prestazione garantisce un assegno mensile pari all’ importo di pensione maturato e comunque non superiore a 1500€ lordi, e viene erogato fino al percepimento della pensione di vecchiaia o di altro trattamento diretto di pensione, precedente alla vecchiaia>.

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