Giovedì, 21 Maggio, 2020

<In queste settimane Il lavoro di tante persone ha consentito al Paese di andare avanti: ha permesso agli ammalati di curarsi, a tutti noi di avere gas, acqua, carburante, e ha messo le aziende alimentari, anch’esse operative, nelle condizioni di confezionare il cibo. È un esercito silenzioso che con grande senso di responsabilità, e non poca paura, ha dato il massimo per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente. Oggi mezzo Paese si è rimesso in moto, non senza difficoltà. Il sindacato è impegnato in prima linea per verificare che nelle aziende aperte siano rispettati alla lettera tutti i protocolli sulla sicurezza, compresi i Dpcm e i protocolli emanati per l’emergenza coronavirus>: così la segretaria nazionale di Femca/Cisl Nora Garofalo a <Generazioni Cisl>.<È un momento difficile per il Paese - ha osservato Garofalo -  ma se tutti noi agiremo con senso di responsabilità, non solo individuale ma collettivo, riusciremo presto a risollevarci. I protocolli da questo punto di vista costituiscono un punto di riferimento chiaro e inequivocabile: si fondano su presupposti chiari, suggeriti dalle massime autorità mondiali della Sanità, e indicano le procedure da adottare in tutti i luoghi di lavoro, come il rispetto della distanza interpersonale, l’igiene delle mani, l0uso della mascherina e dei guanti, ecc. Ili sindacato ha fatto di più: attraverso una serie di protocolli ha declinato queste regole nei singoli settori, visto che ognuno di essi presenta delle peculiarità. Lo abbiamo fatto per la chimica, la gomma, la plastica, il vetro, la moda. In qualche caso l’abbiamo fatto nelle singole aziende, come Luxottica ed Eni. In tutti gli accordi e i protocolli, però, siamo andati addirittura oltre quello che era previsto dai decreti, garantendo così al massimo la sicurezza dei lavoratori>.   
Che ruolo giocheranno i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e le rsu nel monitorare il rispetto delle buone prassi sul luogo di lavoro?

< Un ruolo centrale, fondamentale, riconosciuto dagli stessi imprenditori, ai quali i sindacalisti danno indicazioni utili per mettere in sicurezza l’azienda. Senza un controllo quotidiano, affidabile, preciso dei rappresentanti dei lavoratori quanto previsto dai protocolli rischia di rimanere lettera morta, con buona pace della salute dei lavoratori. Non dimentichiamo che un lavoratore contagiato in azienda oltre a correre dei grossi rischi, soprattutto in presenza di patologie pregresse, diventa a sua volta un moltiplicatore del contagio, mettendo a rischio la salute dei suoi cari, dei suoi familiari. É un rischio che non possiamo permetterci il lusso di correre: è per questo che tutti i giorni migliaia di rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, delegati e operatori sindacali vigilano in tutti i luoghi di lavoro, per verificare il rispetto delle norme e per intervenire tempestivamente in caso di pericolo e di mancata osservanza delle disposizioni>.
   

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