Lunedì, 11 Maggio, 2020

<Oggi voglio tornare a parlare dei lavoratori delle piccole e medie aziende del nostro territorio, quelle che non hanno più di quindici dipendenti>: così il segretario generale della Cisl di Pisa Dario Campera nella sua rubrica <La parola della settimana>. <Per 8980 di questi - ricostruisce Campera - il loro datore di lavoro aveva fatto richiesta di accesso alla cassa integrazione straordinaria in deroga. L’attivazione di questo strumento richiede, prima di tutto, un accordo tra le parti firmato ed inviato in Regione che provvede a trasmetterlo all’Inps per la liquidazione. Ma per velocizzare i tempi la somma può essere anticipata dalla azienda stessa – se ha la liquidità necessaria – o dalla banca, grazie ad un protocollo sottoscritto tra Regione ed Istituti bancari oltre che all'accordo tra Governo ed Abi>.
A che punto siamo? <La Regione, nel suo report del 29 aprile, sosteneva di aver girato all’Inps il 90% delle domande. Nello stesso giorno l’Inps, in una videoconferenza convocata dal prefetto, asseriva che a Pisa erano arrivate solo l’11% delle richieste. A chi dare ragione? Nel frattempo le banche, che adottando i protocolli di sempre, non stanno anticipando la somma>.
Una cosa è certa - osserva il segretario generale -  in una situazione di emergenza simile ad una guerra, occorre adottare un’economia da guerra. La sensazione è che si voglia combattere questa guerra con le pallottole di carta: abbiamo voluto mettere in campo tante armi, ma la potenza di fuoco viene puntualmente annullata dalla burocrazia.
<Nell’antica Roma - prosegue Dario Campera - quando la Repubblica era in pericolo, veniva nominato un dittatore. Non vogliamo il dittatore, ma regole straordinarie sì. Da due mesi gli operai non percepiscono gli stipendi, le aziende non riescono ad accedere alle risorse che il Governo ha stanziato. È stato dichiarato lo stato di emergenza: applichiamolo anche alle risorse, delegando la protezione civile, attraverso i sindaci, ad erogarle, bypassando le banche, che tra burocrazia e norme legislative non fanno niente>. L'appello finale: <Facciamo presto: le famiglie sono alla fame, sono in costante crescita quelle che si rivolgono alla Caritas. E la criminalità è già pronta ad accaparrarsi le attività in difficoltà ed a prestare soldi a condizioni usuraie ai lavoratori in difficoltà>.

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