Venerdì, 24 Febbraio, 2017

L'esplosione dei codici bianchi che ingolfano i pronto soccorso ospedalieri. E la mancanza di vere alternative: per la mancanza di Case della salute complesse (ne esiste una sola alla Rosa di Terricciola), per le infinite attese per l'accesso ad una visita o a un esame quando - correttamente - il paziente passa dal Cup.
I ridotti tempi di ricovero post-intervento: le rapide dimissioni dall'ospedale costringono la famiglia a piroette per assicurare al convalescente quel minimo di cure intermedie che raramente le strutture pubbliche (ad esempio gli ospedali di comunità, ce n'è uno a Navacchio) riescono a garantire, perché i posti letto sono insufficienti.
La scarsa incidenza del servizio di guardia medica.
Ha 14 mesi di vita la riforma sanitaria della Regione Toscana. Ma l'obiettivo che si era posto il legislatore di migliorare il servizio di cura e assistenza al cittadino è ancora lungi dall'essere centrato.
Di tutto questo si è parlato in un incontro pubblico, ospitato oggi pomeriggio all'hotel Galilei e promosso dalla Cisl di Pisa.
Ospiti il deputato Federico Gelli, medico, responsabile della sanità per il Pd e Giuseppe Figlini, presidente dell'ordine dei medici di Pisa. Ha fatto da moderatore il segretario generale Gianluca Federici.
Alla segretaria territoriale della Cisl di Pisa Giorgia Bumma il compito di ricordare i tratti salienti della legge regionale n. 84 del 2015: l'accorpamento delle precedenti 12 usl in tre aziende, una per ciascuna area vasta. L'introduzione della figura di un direttore di programmazione, che opera sulla base di direttive impartite dalla giunta regionale. La riduzione delle zone distretto. Tutto questo per favorire - secondo il legislatore - la semplificazione del sistema, l'uniformità e l'omogeneità organizzativa, la sinergia tra le aziende ospedaliere universitarie e le usl. E, in definitiva, per avere un contenimento della spesa. Il contesto: i bisogni assistenziali - ha commentato Giorgia Bumma - stanno crescendo per molti motivi ed assorbono l'80% del fondo sanitario. Ma a questi bisogni crescenti bisogna dare risposta.
I punti critici della riforma sono stati presentati - con lucidità - da Dino Tamburini, da anni impegnato come sindacalista Cisl nei tavoli di concertazione con Regioni, Asl, Comuni, Società della Salute laddove si discute di politiche sanitarie ed assistenziali. <Se solo si avesse il coraggio di investire nella creazione di Case della salute complesse - gli accessi impropri ai pronto soccorso sarebbero drasticamente ridotti> ha ricordato Tamburini.
Una Casa della salute complessa è a Rosa di Terricciola. Altre si trovano a Volterra e Pomarance, ma sono di primo livello, cioè come se fossero ambulatori medici associati. A Pontedera, all'interno del distretto e a poca distanza dall'ospedale, c'è una casa della salute dove prestano servizio 21 medici di medicina generale: ma non è una struttura complessa ed ha un numero di accessi molto limitato (circa 30 al mese). Perché? In parte perché è poco pubblicizzata. Il risultato: anche il pronto soccorso dell'ospedale <Lotti> è molto <pressato> con i suoi quasi 20mila accessi all'anno.
Questione dimissioni dall'ospedale: il territorio non ha posti letto sufficienti per accogliere quelle persone che vengono dimesse dall'ospedale <sempre più precocemente> e che non sono in grado di ritornare al proprio domicilio.
Da Luciano Dionisi coordinatore dei pensionati Cisl nella zona della Valdera, la preoccupazione per l'accorpamento delle Società della Salute dell'Alta val di Cecina con quella della Valdera (complessivamente 16 comuni, di cui 4 nell'alta Val di Cecina, e 160mila abitanti). Una scelta <penalizzante> in particolare per i servizi territoriali dell'Alta Val di Cecina. Quest'ultima conta circa 20mila abitanti, a fronte dei 140mila della Valdera. Un dato non di poco conto: le Società della Salute sono organizzate in modo consortile e il loro budget è formato da risorse della Asl e dei comuni afferenti, comuni che versano una quota in base al numero degli abitanti. Questo significa che, al momento della costituzione del Piano integrativo sociale e del Pianto attuativo locale, strumento di programmazione dei servizi sociali e di quelli socio-sanitari, i comuni che contribuiscono con maggiori quote alla formazione del budget possano voler incidere maggiormente nella programmazione e costruzione del piano attuativo locale.
Eraldo Nari ​ha parlato anche di Auxilium vitae e del Rems di Volterra al convegno della Cisl. Il sindacato si dice favorevole all'accoglienza a Volterra dei casi <psichiatrici> fino al recente passato ospiti degli ospedali psichiatrici in carcere, ma è pure preoccupata per la sorveglianza e per gli operatori sanitari, che dovrebbero operare con la giusta formazione e sicurezza.
Nel suo intervento Federico Gelli - che in passato è stato anche assessore regionale alla sanità - ha spiegato la ratio della legge regionale 84: l'accorpamento delle Usl non è stata pensata - ha chiosato - per ridurre il numero degli stipendi dei dirigenti da pagare (che in un budget intorno ai 7 miliardi di euro incidono pochissimo), ma, semmai, per centralizzare la governance dei servizi ed evitare sovrapposizioni. Le scelte compiute negli anni dalla Regione, la riduzione del numero dei piccoli ospedali, ha portato ad un bilancio sostanzialmente sano in Toscana (a differenza che in altre sette regioni, che lamentano passivi pesanti) e a un modello sostenibile.
Gelli non ha nascosto le difficoltà, come l'insuccesso dell'esperienza delle Società della salute (eccezion fatta per quelle di Pisa e Firenze) e la scarsa incisività della guardia medica. Difficoltà in parte riconosciute anche da Giuseppe Figlini. Sull'aggiornamento professionale dei medici, tema lanciato da Pierluigi Masi segretario dei bancari, Figlini ha rilanciato: <Siamo l'unico ordine che ne contempla l'obbligatorietà>. Restano, semmai, le difficoltà dei medici di medicina generale ad assistere adeguatamente tutti i pazienti, perché le esigenze sono cresciute e anche l'iter previsto per accedere alla diagnostica presenta limiti: <con dieci euro chi si presenta ai Pronto Soccorso riesce a farsi fare uno screening in poche ore, passando dal Cup ha attese lunghe e deve pagare un ticket più salato>. I medici potranno sostituire il Cup? <Bene, ci mettano però nelle condizioni di farlo. O facciamo i medici o gli amministrativi>.

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