Martedì, 3 Luglio, 2012

Dal novembre 2010 ad oggi 430 dipendenti o pensionati hanno accettato di recarsi a Medicina del lavoro, in via Boschi a Pisa, per sottoporsi almeno ad un primo screening. Perché «le polveri d’amianto producono effetti anche molti anni dopo esser state respirate».

Quali i risultati dello screening? Ne hanno parlato i medici del lavoro Alfonso Cristaudo e Giovanni Guglielmi durante il convegno che Cisl ha dedicato alle morti bianche.

«Un ex lavoratore su due che si è sottoposto al programma di sorveglianza sanitaria – commenta il dottor  Alfonso Cristaudo, 57 anni,  direttore  dell’unità operativa di Medicina preventiva del lavoro dell’azienda ospedaliero universitaria pisana -  ha patologie, più o meno gravi. Di queste la metà sono malattie di
origine professionale».

Cosa rischia un operaio che per mesi o anni ha respirato fibre d’amianto?

«Le fibre d’amianto sono causa di diverse patologie. L’asbestosi, le placche pleuriche, le pleuriti e le broncopatie asbestosiche ma soprattutto i tumori: il mesotelioma, il tumore del polmone, ma anche il tumore del colon, della laringe e altri. Queste malattie  possono insorgere a distanza di anni: il mesotelioma maligno, ad esempio, può arrivare anche 40 anni dopo l’esposizione all’amianto».

A quali esami viene sottoposto un ex esposto che accetta di aderire al programma di sorveglianza sanitaria?

«La sorveglianza sanitaria consiste in un colloquio clinico, in cui informiamo il lavoratore del rischio a cui è esposto, di come egli possa prevenire malattie e complicanze (smettere di fumare, vaccinarsi ecc.).

Durante la prima visita sottoponiamo il paziente ad una batteria di esami. Fra questi ricordo: una visita medica accurata a carico degli organi bersaglio, alcune prove di funzionalità respiratoria, la radiografia del torace e l’analisi sperimentale di un “marcatore” biologico nel sangue.  Se questi esami di base risultassero alterati, gli accertamenti proseguiranno con visite specialistiche (pneumologo) e altri esami specialistici (Tac, Risonanza magnetica nucleare)».

Dopo la prima visita, l’ex esposto dovrà tornare per una seconda o una terza volta?

«La sorveglianza è periodica. Dopo un primo accesso sono previsti accertamenti successivi a distanza di uno, due o tre anni, a seconda delle condizioni di rischio e dei risultati degli accertamenti».

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