Mercoledì, 2 Marzo, 2011

L’idea di una fusione tra gli aeroporti Galileo Galilei di Pisa ed Amerigo Vespucci di Firenze  - caldeggiata dal governatore Enrico Rossi – non convince la Cisl e la Uil.

Due aeroporti diversi

È in costante crescita il numero di passeggeri che partono, arrivano o sostano all’aereoporto di Pisa.  Un trend positivo che va avanti ormai dal 1997.

Solo negli ultimi anni, secondo dati forniti da Assaeroporti (l’associazione italiana dei gestori degli aeroporti ) i passeggeri che hanno fatto riferimento allo scalo pisano erano 3.014.656 nel 2006, sono saliti a 3.725.770 nel 2007 (+ 23,6%), a 3.963.717 nel 2008 (+ 6,4%), a 4.018.662 nel 2009 (+1,4%) e a 4.067.012 nel 2010 (+1,2%).

Ci sono buoni motivi per credere che il numero di utenti allo scalo pisano possa crescere ancora.

Più faticoso il trend di crescita del Peretola. I passeggeri che sono partiti o scesi a Firenze erano 1.531.406 nel 2006 (in calo del 10% rispetto all’anno precedente), 1.918.751 nel 2007 (+ 25,3%), 1928.432 nel 2008 (+0,5%), scesi a 1.687.687 nel 2009 (-12,5%) e di nuovo saliti a 1.737.904 (+3%) nel 2010.

L’aereoporto attende una nuova e più lunga pista. Ma soffre per la vicinanza del tratto autostradale e per la nebbia che rende quel territorio meno sicuro per lo scalo.

«Galilei» e «Vespucci» hanno proprietà diverse.

È una proprietà a maggioranza pubblica quella di Sat, la Società aereoporto toscano che gestisce il Galilei. Il 55.53% del capitale sociale della società è tenuto dal patto di sindacato dove trovano posto: Regione Toscana, Provincie di Pisa, Livorno, Lucca e Firenze,  comuni di Pisa e di Firenze, Camere di commercio di Pisa, di Firenze e di Livorno e fondazione Cassa di risparmio di Pisa. Gli altri proprietari:  Finatan S.p.A. (16,18%); Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno S.p.A. (6,05%); Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.  (3,96%); Aeroporto di Firenze S.p.A. (2,00 %) mercato (16,49%, dal 26 luglio 2007 Sat è quotata sul mercato telematico azionario).

È una proprietà a maggioranza privata quella di Adf, la Società che gestisce lo scalo fiorentino. Il 33,402% del capitale è detenuto da Sagat (per il tramite di Aereoporti Holding srl), il 17,50% dall’Ente Cassa di risparmio di Firenze, il 14,43% dalla Camera di Commercio di Firenze, il 12.123% da Sogim Spa, il 4,893% dalla Banca Monte dei Paschi di Siena, il 4,086% dalla Camera di Commercio di Prato, il 2,184% dal Comune di Firenze.

Il terzo polo aeroportuale

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha lanciato l’idea di un terzo polo aeroportuale in Italia: fondere Galilei e Peretola, perché insieme possano essere più forti.

L’alternativa: una sinergia tra Bologna e Firenze, che potrebbe penalizzare Pisa. 

Già oggi  un Freccia rossa unisce Firenze con la stazione ferroviaria di Bologna in 37 minuti (già, ma quanti ne sono necessari per  collegare stazione ed aereoporto?).

Un bel successo, quando, in 40 anni, non è stato possibile ridurre oltre i 55 minuti il tempo di percorrenza dei treni su un simile chilometraggio, dalla stazione ferroviaria di Firenze allo scalo pisano.

Ma è proprio improcrastinabile una fusione tra i due scali toscani?

Gli scali di Pisa e di Firenze potrebbero trovare sinergie – commentano i sindacalisti di Cisl ed Uil – ma la loro fusione, oltre che complicata, penalizzerà il nostro scalo a vantaggio di quello fiorentino.

 

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