Mercoledì, 24 Marzo, 2021

DA TANTO SI ASPETTA IL <FER 2> CON LA REINTRODUZIONE DEGLI INCENTIVI DA CUI DIPENDONO GLI INVESTIMENTI NEL SETTORE

Un appello a tutte le istituzioni per risolvere, in tempi brevi, le problematiche della geotermia toscana, legata agli incentivi economici cancellati due anni fa e da allora, malgrado le promesse, non reintrodotti; per un comparto che nella nostra regione da lavoro a oltre 1600 persone tra dirette (600) e indotto. Lo lanciano il segretario generale Cisl Toscana Riccardo Cerza e il segretario di Flaei-Cisl Toscana Luca Lucietto che si dicono <fortemente preoccupati del perdurare di questa situazione di incertezza>.

Flaei e Cisl della Toscana denunciano <lo stallo che sta vivendo ormai da troppo tempo la geotermia toscana>; a distanza di oltre 2 anni dall'emanazione del Decreto ‘FER 1’, che norma gli incentivi alle energie rinnovabili:  infatti, <nonostante le tante promesse elettorali manifestate in maniera trasversale nel tempo, ancora non ha avuto luce il nuovo Decreto ‘FER 2’ che dovrebbe prevedere nuovamente, a differenza del FER1, gli incentivi economici anche per la geotermia>.

<La politica purtroppo – notano Cerza e Lucietto - non è riuscita in questo lungo periodo a giungere ad una conclusione, ma il ripristino degli incentivi per la geotermia è uno step fondamentale per dare futuro e prospettive a questa energia rinnovabile che, altrimenti, vedrà inevitabilmente ridotti in maniera esponenziale gli investimenti sul territorio e di conseguenza un impatto fortemente negativo a livello occupazionale e sociale>.

<Altro crocevia fondamentale che dovrà essere risolto in tempi rapidi – aggiungono Cisl e Flaei - riguarda la scadenza delle concessioni geotermiche prevista per il 2024, di cui oggi è titolare Enel Green Power ma che saranno messe a gara pubblica. Anche qui dobbiamo evidenziare come la politica, a tutti i livelli, e con essa gli organi tecnici preposti, non sia riuscita a chiarire e definire i criteri e le modalità con cui questa gara dovrà essere espletata>. Un ritardo che <aggiunge ulteriore incertezza per gli attuali operatori nelle aree geotermiche”, tantopiù perché “gli investimenti minerari hanno necessità di un lungo periodo di tempo (anche 10 anni) per avere dei ritorni in termini di margini economici>.

<Le modalità e i tempi con cui saranno gestite le concessioni> avvertono Cerza e Lucietto, non solo sono decisive per le aziende, ma “soprattutto per le ricadute che determinate scelte potranno avere sia sugli occupati attuali che per quelli futuri mettendo a rischio quella ‘buona occupazione’ che fino ad oggi è stata presente nelle aree geotermiche>.

 

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