Giovedì, 1 Marzo, 2018

Molti dei maggiori indici di rilevamento indicano come anche il nostro territorio stia uscendo dalla crisi economica. Una ripresa per niente o ancora poco percepita dalla pubblica opinione. Soprattutto in questi anni i lavoratori hanno lasciato sul campo molti diritti: per riconquistarli sarà necessaria una nuova stagione di contrattazione nazionale e locale. È la conclusione cui è arrivata la segreteria della Cisl provinciale, riunita nei giorni scorsi per elaborare un decalogo utile a tutti i candidati alle elezioni del prossimo 4 marzo. 

Cisl  vede, in alcuni settori del nostro territorio, segnali di ripresa. Negli ultimi due anni – secondo i dati Istat – il numero degli occupati è cresciuto di 12mila unità. La cassa integrazione, nel mese di gennaio 2018 – quando l’Inps ha autorizzato il pagamento di 137mila ore -  è quasi tornata ai livelli precedenti la crisi. 

In calo anche il numero di persone che vivono al di sotto dell’indice di povertà relativa: oggi rappresenta il 5% della popolazione, una percentuale in calo rispetto al recente passato. Le persone in cerca di occupazione in provincia di Pisa rappresentano il 7,3% della forza lavoro (dato in calo rispetto agli ultimi due anni). 

In calo anche la disoccupazione giovanile: su 100 under 25 che lavorano, 27 stanno cercando un impiego. Sono soprattutto i ragazzi ad aver trovato lavoro, mentre il tasso di disoccupazione giovanile femminile è ancora a livelli troppo alti: ogni 10 ragazze che lavorano, 4 non riescono a trovare un lavoro.

Se i ragazzi non entrano nel mercato del lavoro è anche perché la generazione che li ha preceduti va in pensione troppo tardi. In provincia di Pisa, nel 2017, per ogni 100 giovani tra i 15 ed i 19 anni che erano pronti ad entrare nel mondo del lavoro , ce n’erano 143 tra i 60 ed i 64 che stava per andare in pensione. 

Giovani eternamente precari – il ragionamento della Cisl – finiscono per metter su famiglia tardi. E mettere al mondo pochi, pochissimi figli, anche perché non incoraggiati da strutturali politiche familiari. Nel 2016 in provincia di Pisa sono nati 3276 bambini (1671 maschi e 1605 femmine) e morte 4531 persone, per un saldo naturale negativo di 1.255 persone. Solo l’iscrizione all’anagrafe di uomini e donne provenienti da altri comuni italiani e dall’estero ha permesso di mantenere un saldo positivo del numero dei residenti.

E se si fanno pochi figli, il ricambio generazionale – che i demografi fissano in 2,1 figli per donna fertile – non è garantito. Oggi in provincia di Pisa per ogni 100 giovani fino a 14 anni ci sono 183 anziani over ’65.

A rischio è anche il modello di welfare cui ci eravamo abituati. Ed invece di una nuova stagione di diritti – per i lavoratori, per i pensionati, per le famiglie – c’è proprio bisogno. Anche perché negli anni della crisi economica, i diritti dei lavoratori si sono ridotti, sacrificati sull’altare di un posto da ottenere o mantenere a qualunque prezzo. Interessante il modello adottato nel rinnovo dei contratti del pubblico impiego che valorizza alcuni istituti già contemplati e ne istituisce di nuovi.  

Il sogno della Cisl? Centri per l’impiego deserti. E giovani al lavoro immediatamente dopo il ciclo di studi. 

La ricetta del sindacato per sostenere l’economia: formule incentivanti per gli investimenti dell’imprenditoria privata. E un programma di investimenti a lungo termine per le opere pubbliche e le infrastrutture. 

Il decalogo della Cisl affronta anche il tema dell’incontro tra scuola, università ed impresa. A Pisa – si legge nel documento scritto dal vertice del sindacato – abbiamo tre eccellenze: la Scuola superiore di studi e di perfezionamento universitario «Sant’Anna», la Scuola Normale Superiore e l’Università degli studi. Dovremmo rafforzarle, valorizzandole ulteriormente, creando maggiori sinergie con il mercato del lavoro e l’imprenditoria, in primo luogo quella locale. 

Avanti con la strada dell’alternanza scuola – lavoro, che potrebbe divenire uno dei principali canali di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. 

Capitolo scuola pubblica: «occorre un grande patto tra Stato, Regione e Comuni per il reperimento delle risorse necessarie alla messa a norma dei plessi scolastici, non più rinviabile».

«Il problema della mobilità non può essere scisso dalla sua sostenibilità». La pensa così la Cisl di Pisa che chiede il «rafforzamento di tutti i servizi dedicati alla mobilità aeroportuale, ferroviaria e alla viabilità in generale». Rafforzamento «propedeutico anche ad un maggior sviluppo del turismo».

Il memorandum elaborato dalla segreteria della Cisl affronta anche il tema della «non autosufficienza» e del «dopo di noi»: «è necessario rivedere i fondi nelle leggi di bilancio per i servizi sanitari e sociali. E incrementare i fondi per la non autosufficienza e le persone diversamente abili».

Dove reperire le risorse? Ad esempio attraverso una ancor più incisiva lotta alla evasione ed elusione fiscale. Risorse possono essere recuperate attraverso una maggiore semplificazione degli atti amministrativi ed un incrocio dei dati sui matrimoni. Questo rafforzando anche l’azione di controllo svolta dalle amministrazioni locali nel campo dell’evasione.

Capitolo Irpef: Cisl è favorevole alla tassazione sulle rendite e alla riduzione della tassa sul lavoro. Chiede di rivedere le aliquote e ridisegnare il sistema di detrazioni e di deduzioni, privilegiando le fasce più deboli dal punto di vista economico. Una azione che andrebbe verso una maggiore equità fra i contribuenti. 

Uno dei temi maggiormente dibattuti in campagna elettorale è il fenomeno dei migranti che bussano alla nostra porta e quello della sicurezza. «Non possiamo girare le spalle a chi chiede aiuto perché la guerra e la fame li costringe a lasciare il proprio paese – commenta il segretario generale della Cisl Dario Campera -  ma questo non deve significare di essere permissivi perché le nostre leggi devono essere rispettate da tutti. Il problema è che spesso il lavoro fatto dalle forze dell’ordine viene reso inefficace dalle norme che non riescono a garantire la certezza della pena».

Ultimo punto del decalogo, i ricchi. «Non si deve demonizzare la ricchezza, ma negli ultimi anni, proprio a causa della crisi, il gap tra chi è ricco e chi è povero si è ulteriormente allargato. È necessario riequilibrare questa situazione». Sì, ma come? «Introducendo, ad esempio, un’imposta sulla grande ricchezza, prevedendo una crescente tassazione sul patrimonio mobiliare ed immobiliare, ad esclusione della prima casa e dei titoli di Stato. Inoltre si dovrebbe perseguire la Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie: porterebbe ingenti somme e ridurrebbe le azioni speculative».

Progetto Giovani

Servizi Fiscali CAF

Via VESPUCCI 5 - 56125 PISA
Tel. 050 581001 - Fax. 050 518269

Convenzione a livello nazionale per gli iscritti CISL

Convenzioni a livello locale per gli iscritti CISL

You Tube Video

  • 28-06-18 GENERAZIONI CISL: CONVEGNO SU GIUSEPPE TONIOLO
  • 21-06-18 GENERAZIONI CISL : IL CANALE DEI NAVICELLI, OPPORTUNITA' PER L'EDILIZIA
  • 14-06-18 GENERAZIONI CISL: MERCATO LIBERO DELLE COMUNICAZIONI ED ENERGIA
  • 07-06-18 GENERAZIONI CISL: ADICONSUM CONTRO I TASSI USURAI
  • 31-05-18 GENERAZIONI CISL: PROSTITUZIONE, COLPIRE GLI SFRUTTATORI
  • 24-05-18  GENERAZIONI CISL: CONCILIAZIONE VITA - LAVORO

You Tube Channel

GUARDA TUTTI I VIDEO
del nostro Canale You Tube

Conquista del lavoro

Labor TV

Tesseramento CISL