Sabato, 10 Marzo, 2018

Dario Campera al settimanale «Toscana Oggi»: «Dopo tanti anni di crisi servirà una nuova stagione di contrattazione per riconquistare i diritti persi»

«In questi anni di crisi economica, i diritti dei lavoratori si sono ridotti, sacrificati sull’altare di un posto da ottenere o mantenere a qualunque prezzo. È esploso il ricorso ai contratti multiservizi, così come il fenomeno del lavoro a chiamata . Servirà una nuova stagione di contrattazione - a livello nazionale e locale - per riconquistare i diritti persi. E per ristabilire il principio che il lavoro è per l’uomo e non l’uomo per il lavoro». Così il segretario provinciale Dario Campera in una intervista al settimanale Toscana Oggi. Campera vede «interessante il modello adottato nel rinnovo dei contratti del pubblico impiego: valorizza alcuni istituti già contemplati e ne istituisce di nuovi».

E, riavvolgendo il nastro della recente storia sindacale, rammenta le ferite aperte da aziende in crisi. 

«La ristrutturazione della Smith - azienda specializzata nella produzione di trivelle per perforazioni nel suolo - a Volterra, che ha lasciato  a casa sessanta dipendenti. La chiusura della fonderia di rame “Carlo Colombo” a Pisa, che ha messo in mobilità 67 dipendenti.  La ristrutturazione della Officine Ristori a Montecalvoli, che ha dichiarato 63 esuberi. La liquidazione della Tmm, che ha determinato la perdita di circa 80 posti di lavoro. La chiusura di Cantieri Navali, che ha lasciato a casa cento persone. Il fallimento di Rota Costruzione, con la perdita di 50 posti di lavoro (diminuiti gradualmente: al momento della chiusura erano rimasti una decina). Il declassamento della base militare di Camp Darby, i cui dipendenti civili italiani sono passati da 470 a 390: alcuni sono stati ricollocati, ma 55 sono rimasti a casa. La ristrutturazione dell’azienda informatica Cdc, passata da 700 a 80 dipendenti. Anche gli istituti di credito hanno rinunciato a parte del personale. Alla Cassa di risparmio di Volterra 50 dipendenti su 550 sono stati destinati al fondo esuberi e successivamente sono stati accompagnati alla pensione. Stessa sorte è toccata a 159 dei 700 dipendenti della Cassa di risparmio di San Miniato e, in misura minore, ad altri istituti di credito. C’è, infine, il caso Piaggio: qui, negli anni, abbiamo assistito ad una ristrutturazione indolore che ha portato la pianta organica a ridursi da 13mila a 2700 dipendenti».

 

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