Lunedì, 23 Marzo, 2020

CIGL, CISL ED UIL: ANCORA TROPPE LE ATTIVITA' PERMESSE

Il nuovo decreto emanato dal Governo per contenere la diffusione dell'epidemia COVID-19 interessa molte (ma non tutte) attività produttive e commerciali. <Salva> quelle ritenute essenziali per la vita (pur rallentata) del Paese. Un elenco di ottanta voci, giudicato troppo ampio da Cgil, Cisl ed Uil.

Ma andiamo con ordine: è di ottanta voci l'elenco delle attività che continueranno a rimanere aperte dopo la nuova stretta. Resteranno in funzione l'intera filiera alimentare per bevande e cibo, quella dei dispositivi medico-sanitari e della farmaceutica e, tra i servizi, quelli dei call center. La lista potrà essere aggiornata con decreto del Mise, sentito il Mef.

Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del  decreto avranno tempo fino al 25 marzo, per mettersi in regola, comprendendo, in questo, ad esempio, la spedizione della merce in giacenza. Le attività potranno comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o con lavoro agile. 

Non saranno sospese le attività professionali: avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri.  Attiva anche l'intera filiera della stampa, dalla carta al commercio all'ingrosso di libri, riviste e giornali fino ai servizi di informazione e comunicazione.

I segretari di Cgil, Cisl ed Uil chiedono un incontro urgente al Ministero dello sviluppo economico e a quello dell'economia e delle finanze per modificare l'elenco dei codici Ateco contenuti nell'allegato al decreto del presidente del consiglio dei ministri. <Nell'incontro in video conferenza tenutosi ieri l'altro è stato proposto al Governo un primo schema di attività da considerare non essenziali>. Adesso Cgil, Cisl ed Uil invitano e sostengono le proprie categorie e le Rsu, ad avviare iniziative di lotta in tutte quelle attività contemplate nelle eccezioni allegate al decreto del presidente del consiglio dei ministri e che, invece, a giudizio dei sindacati, non corrispondono alle caratteristiche di attività essenziali. Una richiesta-incoraggiamento che si allarga a tutti quei luoghi di lavoro <dove non ricorrano le condizioni di sicurezza definite nel Procotto condiviso del 14 marzo scorso>.

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