Giovedì, 8 Settembre, 2011

Cisl ed Uil chiamano gli iscritti a parteciparevenerdì pomeriggio dalle 15.30 – ad un sit-in di fronte alla Prefettura per protestare contro i contenuti della manovra bis su cui il Governo, proprio in queste ore, ha posto la sua fiducia.

Una delegazione chiederà di essere ricevuta dal prefetto, per farlo partecipe delle sue preoccupazioni.

Ieri, in una conferenza stampa, i segretari generali Gianluca Federici (Cisl) e Renzo Rossi (Uil), stimolati dalle domande dei giornalisti, hanno preso le distanze dalla strategia della Cgil: «la manovra bis, così com’è, non piace nemmeno a noi».  Ma «scioperare, in questo momento, non serve a niente, alleggerisce le buste paga dei lavoratori, indebolisce le aziende e da una cattiva immagine del Paese ai mercati finanziari che ci stanno con il fiato sul collo». Non risparmiando critiche a quegli amministratori che si sono presentati allo sciopero Cgil con la fascia tricolore: «i sindaci devono rappresentare tutti, non una parte».

Allo sciopero, almeno fino ad oggi, Cisl ed Uil hanno scelto la via della «contrattazione».

Commenta Gianluca Federici: «in questi giorni l’azione della Cisl ha permesso di ottenere alcune significative modifiche dell’impostazione originaria della norma: garantendo la sostanziale salvaguardia del sistema previdenziale, ottenendo la cancellazione del provvedimento con cui si intendeva decurtare la tredicesima mensilità dei dipendenti pubblici; ottenendo misure fiscali come la tassazione al 20% delle rendite finanziarie e un maggior contrasto dell’evasione, con la riduzione della soglia della tracciabilità, la tassazione delle società di comodo e maggiori poteri agli enti locali contro l’evasione. Ottenendo la modifica dell’articolo 8, stabilendo così la priorità degli accordi interconfederali sui contratti aziendali e territoriali. Ottenendo prime misure di riduzioni dei costi impropri della politica e degli assetti istituzionali, con il provvedimento costituzionale di eliminazione delle Province e l’avvio, seppur troppo timido, della liberalizzazione dei servizi pubblici locali e delle professioni».

Ma il giudizio sulla manovra, nonostante questi correttivi, rimane negativo: perché, in questa fase delicata, dovrebbero portare il loro contributo soprattutto coloro che dispongono di redditi più alti – e con redditi alti si intende non solo quanti denunciano 300mila euro l’anno.

Perché le risorse necessarie al pareggio di bilancio nel 2012 previste in 20 miliardi dovrebbe avvenire senza danneggiare la tutela sociale ed assistenziale delle persone, ma tagliando i privilegi della politica, le inefficienze, gli sprechi e gli abusi della spesa pubblica, semplificando e riorganizzando gli assetti istituzionali.

Per una lotta più forte all’evasione fiscale Cisl chiede che di ridurre a 500 euro la tracciabilità dei pagamenti, introducendo il contrasto di interessi e la deduzione fiscale delle spese delle famiglie, migliorando gli strumenti anti-evasione degli enti locali.

Infine: vengano promosse politiche di crescita: Governo e Regioni dovrebbero immediatamente utilizzare le risorse disponibili per gli investimenti pubblici su infrastrutture, reti energetiche, innovazione, nel Mezzogiorno, per incentivare investimenti privati e nuova occupazione, accompagnare la proroga degli ammortizzatori sociali e rilanciare le politiche attive per il reimpiego dei lavoratori in cassa integrazione guadagni e sbloccare l’occupazione giovanile.

Durante la conferenza stampa si è fatto cenno anche all’articolo 8 della manovra, che contiene l’erga omnes dei contratti aziendali e la possibilità di deroghe a leggi e contratti nazionali. «È una norma che non abbiamo chiesto. Ma non è vero – come sostiene la Cgil - che quell’articolo possa portare alla libertà di licenziare»

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