Venerdì, 11 Febbraio, 2011

Dopo 6 mesi di battaglia è giunta finalmente nella giornata del 2 febbraio una buona notizia per i lavoratori della C-Global, azienda di outsourcing bancario che alla fine di Luglio 2010 aveva deciso di chiudere le filiali di Pisa e Firenze per accelerare la delocalizzazione delle attività dall’Italia all’estero utilizzando la scure dei trasferimenti degli 82 addetti presso la sede principale di Collecchio (PR).
Il giudice del Lavoro di Pisa Vincenzo Turco ha dichiarato nulli i trasferimenti, comunicati con le lettere dell'11 ottobre 2010 e impugnati dai dipendenti e ha condannato la C-Global Cedacri Global Service spa a reintegrare i dipendenti nei rispettivi posti di lavoro presso la sede di Pisa.

 

 

Ciò rappresenta il migliore riconoscimento delle ragioni e della battaglia dei lavoratori, ai quali è andata la solidarietà e l'apprezzamento per la determinazione e la serenità che hanno messo nelle loro forme di lotta e di mobilitazione, da parte di alcuni deputati toscani ,del consiglio comunale, provinciale e regionale.
I legali che assistono in questa vertenza i lavoratori e il loro sindacato della CISL, avv. Umberto Cerrai, Agnese Bertini, Paolo Bartalena e Nicola Favati, hanno rilevato come il giudice abbia accolto in pieno quanto sostenuto dai ricorrenti, che cioé, da parte della C-Global, "vi era stata una clamorosa violazione dell'accordo sindacale siglato il 5 febbraio 2010, il quale escludeva la chiusura delle sedi di Pisa e di Firenze e garantiva la stabilità territoriale del personale occupato nell'ambito della nostra regione". Pochi giorni dopo la firma di tale accordo, affermano ancora i legali, "la C-Global si attivava, smentendo l'impegno che aveva assunto, per chiudere questi due stabilimenti e trasferire tutto il personale a Collecchio. Il giudice con la sua pronuncia, ha restituito il giusto valore agli impegni che l'azienda aveva assunto ed aveva poi, in modo così  manifesto, tentato di disattendere".
Era piuttosto palese che il trasferimento mirasse solo a tagliare posti di lavoro in Italia. Il trasferimento infatti avrebbe comportato lo sradicamento dell’intera famiglia o il pendolarismo settimanale con enormi problemi logistici, sociali e familiari. Pertanto la scelta di molti sarebbe stata il licenziamento e l’azienda lo sapeva bene.
Soprattutto il gruppo Cedacri, del quale la C-Global è una delle controllate, da un paio di anni ha iniziato a delocalizzare le attività in una filiale inMoldavia. I dipendenti trasferiti, non avrebbero quindi avuto la certezza dicontinuare ad avere un posto di lavoro neanche nel caso in cui avessero deciso di trasferirsi, con gli enormi sacrifici connessi.
Così, a partire dai primi di Agosto i dipendenti toscani di C-Global, guidati dalle federazioni dei bancari e del terziario della Cisl (Fiba e Fisascat), alle quali aderiscono il 95% dei dipendenti delle filiali interessate, entrano in una fase di mobilitazione, caratterizzata da una grande compattezza dei lavoratori e delle lavoratrici, dalla solidarietà e collaborazione delle realtà territoriali della Cisl e dall’intercategorialità della lotta. In azienda sono presenti dipendenti inquadrati nel CCNL Credito e nel CCNL Terziario. Anche questo un segno dei tempi che cambiano e dei diritti e tutele che sfumano nel nuovo scenario del mondo del lavoro. Servizi e mansioni che dovrebbero essere inquadrate nel settore del credito, tutto l’impianto di tutele che viene garantito dal relativo CCNL, vengono invece svolti da lavoratrici e lavoratori inquadrati nel settore  Terziario, con retribuzioni inferiori di un terzo e meno diritti.
Da notare anche l’aspetto fantasioso delle mobilitazioni: in 4 mesi di mobilitazione non è stata indetta neanche una giornata di sciopero, sia per le normative che legano i dipendenti del CCNL Credito, sia per continuare a garantire i servizi con senso di responsabilità verso i clienti. Così si sono scelte forme alternative di mobilitazione. Sono stati utilizzati il social network Facebook (ciglobalizzano) e Internet (www.ciglobalizzano.altervista.org). Tutte le manifestazioni che si sono svolte sotto le sedi degli istituti di credito proprietari in giro per l’Italia, Collecchio, Reggio Emilia, Volterra, Arezzo, Cento, Ferrara fino ad arrivare a Roma davanti alla  sede dell’ABI, sono state effettuate utilizzando ferie o permessi. Altre iniziative si sono realizzate in pausa pranzo o fuori dall’orario di lavoro.
La lotta di C-Global è diventata la lotta di tutti e tutte, superando il concetto di categoria, aspetto che la Cisl potrebbe mettere al centro di una riflessione sulla innovativa strategia del sindacato nel nuovo mondo del lavoro.
Si chiude un capitolo, ma la vicenda non è certo conclusa. Si tratta di dare concretezza al lavoro in Toscana per i dipendenti della C-Global, dal momento che non sembra che la direzione della capogruppo Cedacri intenda desistere dal proposito di esternalizzare il lavoro in Moldavia.
Per questo mentre gioiscono per la grande e significativa vittoria ottenuta i lavoratori e le lavoratrici della C-Global in Toscana chiedono ancora attenzione e solidarietà affinché la loro vicenda possa avere, infine, un risultato davvero positivo e significativo per tutti.

 

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