Martedì, 21 Maggio, 2019

A LUCCA RIUSCITA LA MANIFESTAZIONE DI FRONTE ALLA SEDE DEL GRUPPO BANCO BPM

<I veri diamanti sono i nostri clienti>: quel cartello portato da un dipendente del Banco Bpm ieri mattina a Lucca esprime, forse, meglio di qualsiasi altro, lo spirito della manifestazione indetta dai sindacati del settore del credito Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin con cui i bancari in servizio nell'istituto hanno preso le distanze dal modo in cui il management aziendale sta gestendo il caso dei diamanti tossici.

Il rendez vous  era fissato per le ore 10.30 a Porta Santa Maria. Da qui è partito un un corteo che, dopo 1,3 km e attraverso via Fillungo, le piazze San Michele, Napoleone e San Giusto, si è concluso di fronte alla sede del centro direzionale territoriale del gruppo Banco Bpm.

Nonostante il maltempo (che non ha fermato i manifestanti, al seguito del cartello <manifestazione bagnata, manifestazione fortunata>) almeno 500 persone hanno partecipato all'iniziativa. A fianco dei bancari, i risparmiatori e anche i rappresentanti delle sigle delle associazioni dei consumatori (tra cui l'Adiconsum).

Corrado Giani, coordinatore di First  Cisl nel Banco Bpm per la Toscana, è andato subito al nocciolo: <Non siamo qui per fare discorsi in sindacalese, siamo qui per la fiducia dei nostri clienti. Vogliamo il rimborso integrale di quello che hanno speso a suo tempo acquistando i diamanti. Il futuro del nostro lavoro è nella fiducia dei nostri clienti>. Giani è preoccupato per il clima che si respira in molte filiali: <Vogliamo lavorare contenti - ha dichiarato alla Nazione di Lucca - non tesi e preoccupati di contestazioni e tensioni che chiaramente vengono scaricate su chi sta allo sportello>. <Il caso diamanti è pericoloso - ha osservato Massimo Bani, segretario generale di Cisl Toscana nord - perché mina seriamente la fiducia nei risparmiatori in un momento storico già di per sé difficile e in cui, al contrario, c'è bisogno di recuperare fiducia negli investimenti>. Dal bilancio del gruppo - ricostruisce Corrado Giani - risultano 13.300 reclami di utenti che hanno acquistato diamanti ad un prezzo superiore al reale valore di mercato. Per l'Autorità garante per la concorrenza del mercato, le persone che si sono convinte ad acquistare negli sportelli del gruppo bancario le pietre messe in vendita dalla società Idb sarebbero ancora di più, circa 30mila. Tutte queste persone - è la richiesta pressante dei dipendenti del gruppo - dovranno ricevere il rimborso integrale di quanto investito. 

L'iniziativa - come era prevedibile - ha avuto larga eco sui media. Alla manifestazione hanno dedicato un ampio servizio, tra gli altri, il Tg3 Toscana e il Tg5.

Chi non ha vigilato e, di fatto, ha permesso alla Intermarket Diamond Business di collocare pietre preziose attraverso l’intermediazione di alcune delle più grandi banche italiane…?  <Dal provvedimento del Garante si apprende che la Banca ha ammesso di non aver verificato i contenuti dell’offerta dei diamanti IDB, cioè quelle informazioni fuorvianti non erano state mai vagliate dagli Istituti di credito. Ammissione confermata anche nel ricorso presentato al Tar del Lazio. Non voglio esprime giudizi, né fare polemica - aveva commentato Corrado Giani ntervistato da Simona Giuntini nel format televisivo di 50 Canale Generazioni Cisl. Ma quell’accordo commerciale non andava fatto e occorre adesso riparare riconoscendo le ragioni della clientela, dando ascolto alle richieste dei lavoratori che chiedono di rimborsare tutto e subito>.

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