Venerdì, 13 Giugno, 2014

Ottomila cartoline, contenute in un sacco di liuta, saranno recapitate a mano lunedì dai sindacalisti di Cgil, Cisl ed Uil all’ufficio del governatore regionale Enrico Rossi, che si trova a Palazzo Strozzi Sacrati in piazza Duomo a Firenze.  Sul fronte: il disegno dei confini territoriali della nostra regione, l’immagine di un aereo che vola sopra quel territorio e il claim Non atterrate lo sviluppo. Intanto il leader della Cisl di Pisa Gianluca Federici torna sull’intervista concessa lo scorso 7 giugno dal presidente degli industriali pisani Federico Federighi. «Il ragionamento di Federighi non mi convince affatto». 

Federici, ricostruiamo il trailer…

«Fino ad oggi i registi dell’operazione hanno ripetuto come un mantra che l’integrazione dei due scali aeroportuali avrebbe portato benefici a Firenze, a Pisa e a tutta la Toscana, altrimenti penalizzata dal vicino (si fa per dire) scalo di Bologna. Da qui la giustificazione di un Piano di indirizzo territoriale, approvato dal consiglio regionale, che prevedeva una nuova pista da duemila metri, utile per veivoli di classe superiore. La strategia da adottare: a Pisa il low cost, a Firenze il turismo d’èlite, insieme avrebbero potuto fare grandi cose.  Poi il coup de theatre: adesso si è detto che a Peretola servirebbe una pista da 2.400 metri con via di rullaggio».

Secondo lei per quale motivo?

«Semplice. Secondo lo stesso Enac, con una pista di quelle misure, utilizzando aeromobili della classe C tutte le destinazioni del network di Pisa – ad eccezione dei voli per gli Stati Uniti e per la Cina – sono raggiungibili. La configurazione di una pista di 2.400 metri con via di rullaggio è dunque potenzialmente competitiva con la capacità operativa di Pisa.

Federighi nell’intervista a La Nazione parla di questione di lana caprina, che una nuova pista a Firenze non arriverà prima del 2020 e che per allora la capacità di frenata dei veivoli si sarà già sviluppata.

«Posso credergli. E però, anche se arriveranno veivoli di nuova generazione,  non posso pensare che il parco-mezzi delle compagnie aeree, per quel tempo, sarà completamente rinnovato».

Una pista da 2400 metri dunque potrebbe davvero servire a Firenze.

Ma se davvero si facesse, continuare a disegnare l’immagine di due aeroporti che fanno sistema non avrebbe più senso: Galilei e Peretola sarebbero in aperta concorrenza. Con la Regione che arbitra a senso unico. E questo mi preoccupa: non per campanilismo, né per motivi politici: a me interessano unicamente le sorti di chi lavora nello scalo aeroportuale pisano».

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